Da molte indagini a livello europeo basate su relazioni di vittime di bullismo forniscono stime più accurate sulla prevalenza della violenza a scuola e violenza nei luoghi di ritrovo. La prima relazione dell’università di Londra ha dimostrato che la violenza a scuola di maschi contro femmine è aumentata.  Un’analisi più recente dell’università di Liverpool, sulla base di dati presi da oltre 80 paesi, ha rilevato che a livello mondiale il 35% dei bambini hanno subito sia violenza scolastica, bullismo, fisica e psicologica da compagni di classe o di scuola. La maggior parte di questa violenza è perpetrata nei luoghi di ricreazione o nel cortile ma anche in classe.

In tutto il mondo, quasi un terzo dei bambini  sono stati vittime di bullismo. In ogni scuola hanno sperimentato violenza fisica e psicologica da parte di un compagno, in alcune regioni però questa percentuale è molto più alta. Si arriva a toccare perfino il 50%. Globalmente ben il 38% di tutti gli atti di prevaricazione vengono commessi a scuola. Altri studi internazionali rivelano che circa il 20% delle femmine e il 25% degli maschi riferiscono di essere stati vittime di violenza a scuola, come i bambini della primaria così quelli della scuola media, mentre molto meno è la frequenza alla scuola dell’infanzia. La violenza tra i giovani, tra cui il bullismo è anche un grave problema, anzi è un problema in costante crescita e le istituzioni non sanno più come arginare il fenomeno. Si stanno organizzando workshop, convegni, seminari, corsi di formazione per gli insegnanti e tutti gli operatori che operano nell’ambito scolastico. Ma le informazioni sono troppo spesso contraddittorie e non riescono a fornire una chiara visione del problema. Da un lato gli psicologi che tendono a giustificare il bullo e ad aiutarlo, dall’altro i pedagogisti che puntano l’attenzione sulla vittima volendola salvare dal bullo.